L’aglianico è un vitigno a bacca rossa coltivato soprattutto nel Sud Italia e in particolare in Basilicata, Campania e Puglia. Si tratta di un vitigno con una storia molto antica che è arrivato in Italia dalla Grecia intorno al VII secolo a.C. Il suo nome ha una etimologia incerta: secondo una prima teoria aglianico è una storpiatura di ellenico, derivato dalla doppia “ll” pronunciata “gli” dagli spagnoli durante la dominazione aragonese, mentre secondo un’altra teoria deriva da anicus (= appartenere a qualcosa | latino) e llano (= pianura | spagnolo), ovvero vino della pianura. Il vitigno è famoso per due denominazioni di origine: l’Aglianico del Vulture DOCG in Basilicata e il Taurasi DOCG in Campania. Questi vini rappresentano l’espressione più alta del vitigno aglianico grazie ad un perfetto equilibrio tra potenza ed eleganza e ad un notevole potenziale di invecchiamento.

Sinonimi e cloni

  • Sinonimi: agliatica, ellenico, gnanico/a, uva aglianica, uva dei cani, uva nera.
  • Cloni: aglianicone, aglianichello, aglianico femmina, aglianicuccia, aglianico mascolino, san severino, zerpoluso sono delle sottovarietà dell’aglianico con alcune caratteristiche comuni.

Aglianico: Caratteristiche

della pianta

  • Aspetto: foglia media, appena cuneiforme, pentalobata, con lobi poco accentuati; pagina superiore di color verde bottiglia, opaca, con nervature verdi e glabra; pagina inferiore verde chiaro, lanuginosa, con nervature sporgenti ricoperte da un fitto tomento, dentature irregolari. Picciolo medio.
  • Maturazione: III decade di settembre. Grappolo di media grandezza, semplice o alato. Acino di grandezza media, sferoide. Buccia di colore blu, con la buccia spessa e coriacea ricoperta di abbondante pruina. Polpa succosa e acidula di sapore semplice con succo incolore.
  • Produttività: molto abbondante.
  • Vigoria: buona. Complessivamente facile da allevare grazie alla sua discreta adattabilità ai diversi sistemi di potatura e allevamento.
  • Resistenza alle avversità: resiste all’oidio, ma è sensibile alla peronospora. Alto rischio di marciume dell’uva se gli autunni sono umidi e/o piovosi.
Vino vitigno foglia aglianico

del vino prodotto

  • Esame visivo: rosso rubino profondo che tende al granato e diventa aranciato quando invecchia.
  • Esame olfattivo: intenso, caratteristico, fruttato, speziato ed etereo. Note di marasca, prugna, viola, mandorla, pepe nero e cuoio.
  • Esame gusto-olfattivo: pieno, tannico, caldo, piacevolmente fresco, molto strutturato,  asciutto e con una grande persistenza.

Zone di coltivazione

  • Italia: (zone idonee e consigliate) Molise, Puglia; (zone idonee) Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Sardegna, Sicilia, Umbria.
  • Mondo: nessuna.

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Aglianico: Vini italiani DOCG e DOC dove è ammesso

  • DOCG: Aglianico del Taburno, Aglianico del Vulture Superiore, Taurasi.
  • DOC: Aglianico del Vulture, Biferno, Campi Flegrei, Castel del Monte, Cilento, Costa d’Amalfi, Falerno del Massico, Galluccio, Irpinia, Menfi, Molise, Penisola Sorrentina, Sannio, Savuto, Scavigna, Terre di Cosenza, Vesuvio.
Vino vitigno grappolo aglianico

Conclusione

L’aglianico è un vitigno straordinario che si presta all’elaborazione di vini rossi e simboleggia la ricchezza e la diversità del patrimonio vitivinicolo italiano. Il vino elaborato dal vitigno aglianico viene spesso scelto per accompagnare piatti ricchi e saporiti come arrosti di carne rossa, selvaggina, piatti a base di funghi e formaggi stagionati. La sua intensità gustativa, infatti, lo rende ideale per abbinamenti con cibi dal gusto pronunciato. In Italia e nel mondo, l’aglianico è un vitigno apprezzato non solo dai sommelier, ma anche da coloro che desiderano esplorare vini distinti e rappresentativi delle tradizioni vinicole regionali italiane.

Fonti:

© Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Catalogo Nazionale delle varietà di vite.

© Bassi C., Sommelier: il manuale illustrato, Cammeo DiVino, Monte Isola, 2022, pp. 130-131

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