Il Barolo DOCG è un vino rosso leggendario elaborato da uve del vitigno nebbiolo nelle meravigliose colline delle Langhe, in Piemonte (Italia). Conosciuto in tutto il mondo e apprezzato sia da sommelier sia da semplici appassionati di buon vino solo come “Barolo”, in realtà ha un tessuto geografico molto complesso. Dal 2010, infatti, è possibile aggiungere in etichetta la sottozona tra 181 Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA) di cui 11 comunali. Sembra un dettaglio, ma in realtà questo vino cambia tantissimo da zona a zona e pertanto conoscerle almeno in parte aiuta i winelover a scegliere il vino Barolo più affine sia ai propri gusti sia al tempo di bevuta. Infatti in alcune zone questo vino è pronto per il consumo molto prima rispetto ad altre, oltre che la famiglia di profumi possono essere completamente diverse. Basti pensare alla sottozona “Bussia” che dona un vino Barolo dai profumi di spezie dolci che, pur essendo comunque longevo, è pronto per essere goduto praticamente già dal mese della messa in vendita, o alla sottozona “Serralunga” che dà Barolo con sentori animali che hanno bisogno di tantissimi anni di bottiglia per essere apprezzati come meritano. Eventi come Grandi Langhe 2024 a Torino aiutano i professionisti a inquadrare meglio le differenze tra le varie MGA del Barolo e per questo sono preziosissimi.

Barolo DOCG: MGA italiane e Cru francesi sono la stessa cosa?

Le Menzioni Geografiche Aggiuntive sono qualcosa di profondamente diverso dal concetto di Cru, nato in Francia, ma oggi utilizzato anche in Italia (anche con il nome di “Vigna” soprattutto in Toscana e Piemonte). Il Cru è una particolare vigna che appartiene a una sola cantina, ovvero una vigna che per caratteristiche di terreno, esposizione e altitudine è capace di donare le uve migliori dell’azienda. La Menzione Geografica Aggiuntiva è un territorio – una sottozona – che comprende vigneti – vigne – di cantine diverse accomunate da caratteristiche di terreno, esposizione e altitudine nonché di tradizioni di vinificazione e di prodotto finale simili.

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Ho degustato circa 40 referenze dei vini presenti al banco. Questa è la mia selezione in ordine di assaggio, premesso che ho scelto un solo vino per cantina. I vini che mi sono piaciuti di più sono contrassegnati come sempre con uno o più cuori.

Grandi Langhe 2024, Degustazione #1: Barolo DOCG Bussia 2020, Marrone ❤️❤️❤️

Si presenta rosso granato trasparente, consistente. Al naso è delicato ed elegante con profumi floreali, di cioccolato al latte, noce e una punta di cannella. In bocca entra coerente e ancora più appagante, strutturato, con un tannino ben presente, ma anche ben amalgamato, molto equilibrato e lunghissimo. Spettacolare.

[QUI si possono leggere le altre degustazioni di vino barolo Marrone.]

Agricola marrone barolo bussia grandi Langhe 2024

Grandi Langhe 2024, Degustazione #2: Barolo DOCG Riserva Parussi 2018,  Rosoretto ❤️

Si presenta rosso granato trasparente, consistente. Al naso é elegantissimo con note di cioccolato trinirario, viola, pepe di Sichuan, caffè solubile e ciliegia sotto spirito. In bocca entra fresco, sapido, strutturato, con una grande spalla acida e un grande equilibrio. Grande potenziale di invecchiamento, ma già molto godibile. 

Barolo parussi grandi Langhe

Grandi Langhe 2024, Degustazione #3: Barolo DOCG 2019,  Pietro Rinaldi

Si presenta rosso rubino granato trasparente, consistente. Al naso note di rosa, pepe bianco, cioccolato al latte. In bocca entra fresco, strutturato, sapido e con un finale lungo. Ottima bevibilità.

Barolo Pietro Rinaldi grandi Langhe 2024

Grandi Langhe 2024, Degustazione #4: “Ornato” Barolo DOCG Ornato 2020,  Pio Cesare +

Si presenta rosso rubino scarico e brillante, consistente. Al naso é elegante con note di pepe nero, erbe aromatiche e ciliegie sotto spirito. In bocca entra fresco, sapido, tannico, strutturato e con un lungo finale che fa salivare.

Barolo ornato grandi Langhe 2024

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Grandi Langhe 2024, Degustazione #5: Barolo DOCG Serra 2016,  Icardi +

Si presenta rosso rubino scarico e brillante, consistente. Naso delicato ed elegante con note di cioccolato appena percettibili, rosa e fieno. In bocca entra coerente, fresco, sapido, tannico e comunque con un buon equilibrio. Non ancora pronto, ma promettente.

Barolo serra icardi

Grandi Langhe 2024, Degustazione #6: Barolo DOCG Ginestra 2017,  Cascina Chicco +

Si presenta rosso rubino trasparente, consistente. Al naso entra delicato ed elegante con note di pepe nero, vaniglia, una liquirizia appena accennata e una sfumatura floreale. In bocca entra coerente, tannico, strutturato, lungo e con un bel potenziale di evoluzione.

Barolo ginestra cascina chicco grandi Langhe 2024

Grandi Langhe 2024, Degustazione #7: “35” Barolo DOCG Bussia 2017,  Massimo Rattalino ❤️

Si presenta rosso granato, consistente. Naso delicato ed elegante con note di cacao, pepe nero, erbe aromatiche, vaniglia, cioccolato al latte. In bocca entra coerente, sapido, strutturato e con una bella spalla acida e un ottimo potenziale di invecchiamento. 

Barolo massimo rattalino

Grandi Langhe 2024, Degustazione #8: Barolo DOCG Silio Riserva 2018,  Rizieri ❤️+

Si presenta rosso rubino scarico e brillante, consistente. Naso delicato ed elegante con note di legno molto intense ma piacevoli.

Barolo rizieri grandi Langhe 2024

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Grandi Langhe 2024, Degustazione #9: Barolo DOCG 2020,  Castello di Verduno +

Si presenta rosso rubino scarico e brillante, consistente. Naso delicato. In bocca entra morbido, equilibrato, tannico e dotato di un’ottima beva.

Barolo grandi Langhe 2024 castello di verduno

Grandi Langhe 2024, Degustazione #10: Barolo DOCG Lazzarito 2017,  Villadoria ++

Si presenta rosso granato con riflessi aranciati ai bordi, consistente. Naso delicato ed elegante con sentori di rosa appassita, tabacco, cioccolato fondente e pepe rosa. In bocca entra fresco, sapido, strutturato, tannico e con un finale lungo e asciutto. 

Barolo villadoria lazzarito

Grandi Langhe 2024, Degustazione #11: Barolo DOCG Panerole 2019, Vietto ❤️+

Si presenta rosso granato trasparente, consistente. Al naso intenso ed elegante con note di cacao, frutti di bosco, crosta di pane. In bocca entra fresco, sapido, strutturato e con un finale lungo. Già più pronto.

Barolo panerole vietto

Grandi Langhe 2024, Degustazione #12: Barolo DOCG Cannubi 2020,  Reva ❤️+

Si presenta rosso rubino scarico brillante, consistente. Naso delicato ed elegante, consistente. Al naso entra delicato con una nota di vaniglia e sottobosco. In bocca entra fresco, sapido, strutturato e molto equilibrato. Lungo.

Una riflessione sulla foto di copertina dedicata a Mirko Morini

Hai mai pensato a quante passioni sono davvero tue? Se tiro le somme delle passioni che coltivo fin dall’infanzia, oggi che ho quasi 39 anni, devo dire che pochissime sono il frutto solo di me stessa. Ogni mia passione è per lo più il frutto della contaminazione delle persone che ho conosciuto fino ad oggi. La passione per Franco Battiato è partita dall’Album La Voce del Padrone in LP che ho ascoltato insieme a mio padre e anche la passione per il disegno e l’architettura vengono da lui. La passione per la cucina me l’ha trasmessa mia nonna materna. La passione per le piante mia madre, ma anche mio padre sapeva il nome botanico di qualsiasi cosa di colore verde. La passione per la storia me l’ha trasmessa mio nonno, con i suoi racconti di guerra e prigionia che scandivano i miei pomeriggi di bambina. La passione per il Jazz e in particolare per John Coltrane me l’ha trasmessa un collega al tempo amico, Guido Barosio, quando mi fece ascoltare un album meraviglioso proprio qui a Torino. L’amore per Klimt l’ho sviluppato a Ravenna, quando sono cresciuta, ho vissuto e ho studiato in mezzo all’oro e ai mosaici. E il vino? La passione per il vino me l’ha trasmesso Mirko Morini – oggi delegato AIS Faenza – quando avevo si e no 18 anni e anche se col tempo ci siamo persi di vista, rincontrarlo a Grandi Langhe 2024 per me è stato bellissimo.

L’unica passione davvero mia che io ricordi è quella per l’Estremo Oriente: dall’antica passione per il Giappone alla recente passione per la Corea del Sud (e la cucina coreana). Tutto il resto è, appunto, contaminazione.

Questo per invitare ogni sommelier a lasciarsi contaminare da idee, vini, persone. Il mondo è straordinario e pieno di possibilità se sei aperto ad accoglierlo.

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