Il Giappone, con le sue isole collocate nell’estremo oriente, esercita un fascino indescrivibile in Europa. Merito degli anime e dei manga che da decine di anni fanno sognare generazioni o di quei tratti somatici così affascinanti? Dei templi che si stagliano all’orizzonte con architetture così lontane o del sushi, con il suo gusto e i suoi colori, che ha colonizzato città dopo città? E allora perchè non approfondire anche l’Ōmisoka (大晦日), ovvero il capodanno giapponese? Dal cibo alle tradizioni, questo giorno simbolo di rinascita ha una storia davvero interessante da raccontare.

Capodanno giapponese: un articolo che nasce da un film

Prima di parlare di questa affascinante ricorrenza voglio partire dal film che, in parte, mi ha ispirato la stesura di questo articolo che dedico a tutti gli appassionati di cultura giapponese e in particolare a coloro che hanno vissuto un lutto con l’augurio che nel nuovo anno ritrovino la speranza per vivere un’altra vita.

Viaggio in Giappone

Viaggio in Giappone” è un film sentimentale diretto da Élise Girard, con Isabelle Huppert, August Diehl e Tsuyoshi Ihara che uscirà in Italia l’11 gennaio 2024. Un film di una delicatezza estrema, con una “non trama” in quanto non ha una storia da raccontare ricca di accadimenti, ma è piuttosto un viaggio intimo nelle emozioni che attraversano una persona che ha vissuto un lutto improvviso e devastante. Senza il peso di dover per forza riempire il tempo di dialoghi, i 95 minuti sono un “plastico 1:43” di una elaborazione reale, dove negazione, depressione, rabbia, contrattazione e accettazione si susseguono prendendosi gli spazi necessari, anche di silenzi. E rendono tutto più reale, anche il ritrovare sé stessi in un luogo sconosciuto dalle usanze lontanissime. “Less is more”: questo rende Viaggio in Giappone un capolavoro.

Viaggio in giappone

Isabelle Huppert è perfetta nel suo ruolo della scrittrice di successo Sidonie congelata per la perdita del marito: il suo corpo scarno appare scolpito dalla sofferenza e lieve su questa terra, ma di rara bellezza. Tsuyoshi Ihara, il suo editore,  incarna l’uomo giapponese cliché: indecifrabile, dedito al lavoro, di poche parole, ma premuroso e capace di ascoltare. August Diehl recita la parte del fantasma del marito morto: spesso sopra le righe, quasi frenetico nelle gestualità e per questo in netto contrasto con l’immobilità della protagonista, che si muove veloce solo nei treni che la spostano da un luogo all’altro.

Isabelle Huppert Tsuyoshi Ihara viaggio in Giappone

Un film non per tutti, ma che chiunque ha vissuto un lutto importante dovrebbe vedere in quanto ha la sensibilità di capire e riconoscersi in quelle scene di rara bellezza, dove i due protagonisti, di spalle, prima riempivano lo schermo e poi diventavano improvvisamente piccoli di fronte all’immensità del paesaggio giapponese, quasi la pellicola fosse diventata espressione di un quadro di Turner. Dove l’uomo, dinanzi al potere della natura, è piccolo e impotente e può solo arrendersi al suo volere.

Arrendersi, che nel suo significato figurato ben rappresenta colui che vive un lutto che non può far altro che smettere di contrastare un destino avverso e accettarlo se vuole tornare a vivere nuovamente.

Viaggio in Giappone Isabelle huppert tsuyoshi ihara

Capodanno giapponese: le tradizioni

Curiosamente uno dei simboli della fedeltà al nazionalismo nipponico è la Nona Sinfonia di Beethoven, suonata ovunque durante il capodanno giapponese. I giapponesi si innamorarono di questa melodia cantata dai prigionieri tedeschi di Bandō durante la Prima Guerra Mondiale e le orchestre cominciarono a suonarla nel 1925, ma divenne una tradizione di questa stagione solo dopo il 1960, quando servì una musica popolare per accompagnare la ricostruzione dopo le tragedie della Seconda Guerra Mondiale.

Hatsumōde 初詣

A mezzanotte molti giapponesi visitano un santuario o un tempio per l’hatsumōde 初詣, ovvero la prima visita al santuario/tempio dell’anno. In questa occasione si comprano omamori お守り (amuleti o charm portafortuna) nuovi e si restituiscono quelli vecchi che saranno cremati. Al di fuori di chi lavora nella vendita al dettaglio o nei servizi di emergenza, dal 29 dicembre al 3 gennaio non si lavora. In questi giorni la casa viene pulita, i debiti vengono pagati, si visitano amici e parenti e si scambiano regali. I templi/santuari più importanti hanno lunghe code, ma i giapponesi sono abituati ad aspettare in queste occasioni.

I templi buddisti suonano 108 rintocchi di campana (joyanokane じょやの鐘 ) come simbolo dei 108 peccati originali del buddismo per allontanare le tentazioni mondane a cui ogni giapponese può cedere e cancellare i piccoli peccati compiuti nel vecchio anno.

I santuari shintoisti preparano l’amazake – una tradizionale bevanda giapponese dolce a base di riso fermentato, poco alcolica o analcolica – da servire ai visitatori. Fa parte della famiglia dei cibi tradizionali giapponesi preparati con la muffa koji 麹 (Aspergillus oryzae) come il miso, la salsa di soia e il sakè. L’amazake è simile al dansul e al makgeolli della cucina coreana.

Amazake capodanno giapponese

Tazza di amazake | Fonte Wikipedia | autore: emily_harbour_in_july

Nengajō (年賀状)

Durante il capodanno giapponese si inviano cartoline postali ad amici e parenti stretti per dare notizie di sé stessi e fare gli auguri. Spesso gli uffici postali assumono studenti part-time per garantire tutte le consegne il 1 gennaio. Qualora si sia verificato un lutto in famiglia nel corso dell’anno ci si astiene dall’invio in segno di rispetto. Nonostante l’era altamente tecnologica, questa usanza sopravvive anche se i più giovani la stanno abbandonando.

Le cartoline possono essere scritte o disegnate a mano o acquistate prestampate nelle cartolerie. In quest’ultimo caso si scelgono soggetti popolari o il segno zodiacale cinese del nuovo anno. Queste cartoline hanno sempre e comunque almeno un piccolo spazio bianco per scrivere un messaggio personale.

Cartoline capodanno giapponese

Takarabune (宝船)

La takarabune è la nave del tesoro condotta dai Sette Dei della Fortuna durante i primi 3 giorni del nuovo anno verso i porti umani. Durante il capodanno giapponese c’è l’usanza di mettere la foto di questa nave sotto il cuscino per augurarsi felicità e longevità, ma soprattutto per fare un sogno fortunato, segno che tutto il nuovo anno sarà fortunato. Nel caso di un sogno sgradito, si può comunque gettare la foto della takarabune nel fiume per allontanare le sventure dal nuovo anno.

Takarabune Hiroshige capodanno giapponese

Xilografia colorata (ukiyo-e) del Takarabune di Utagawa Hiroshige

Otoshidama

L’otoshidama è l’usanza in cui i parenti adulti regalano soldi ai bambini della loro famiglia durante il capodanno giapponese. Nel caso di più bambini si tende a regalare lo stesso importo per non offendere nessuno.

Hanetsuki (羽根突き) e Fukuwarai (福笑い)

L’hanetsuki è un gioco tradizionale che si gioca con una pagoia rettangolare (hagoita) e un volano dai colori appariscenti (hane). Un tempo l’hanetsuki era giocato durante il capodanno giapponese dalle ragazze, ma anche oggi che questo gioco non è più così diffuso, in alcune zone è comune comprare le haigota decorative per propiziare la protezione dalle zanzare nel nuovo anno. Questo perchè il gioco, che può essere svolto in due modi, ha sempre l’obiettivo di tenere in aria il volano. Nel primo modo una persona da sola tenta di tenerlo il più in alto possibile per il tempo più lungo, mentre nel secondo modo due persone continuano a batterlo durante e indietro. Ogni volta che un giocatore non colpisce il volano viene macchiato sul viso con inchiostro di china.

Giochi capodanno giapponese

Il fukuwarai (福笑い) è un gioco per bambini popolare durante il capodanno giapponese. I piccoli giocatori bendati sono attorno a un tavolo sopra cui è collocato il volto di una persona senza lineamenti. Questi sono in dei singoli ritagli: un ritaglio per ogni occhio, un ritaglio per la bocca, un ritaglio per il naso… e il loro posizionamento corretto è solo questione di fortuna, pertanto si dice che chi colloca il ritaglio giusto al posto giusto avrà fortuna per tutto il nuovo anno. Quando si collocano i ritagli nella posizione sbagliata, è impossibile per i bambini non ridere.

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Capodanno giapponese: cosa si mangia?

La cucina giapponese è molto più variegata di quanto normalmente si pensa, abituati ad associarla al sushi, al sashimi e a pochi altri piatti tradizionali. Esattamente come accade in Italia con il cotechino con le lenticchie, anche lì esistono piatti da consumare durante il capodanno giapponese. La preparazione degli osechi-ryōri, consumati il primo giorno dell’anno nuovo, è lunga e laboriosa e per questo per l’ultima sera dell’anno vecchio si predilige un piatto veloce e facile da preparare: la toshi-koshi soba.

Osechi-ryōri (お節料理 o おせち)

Per osechi-ryōri si intende una scatola di legno laccato (jubako) che contiene varie pietanze beneaugurali disposte in modo curato. Osechi deriva dall’antico O-sechi che era una stagione o un periodo significativo e il Capodanno era una delle 5 feste stagionali della Corte Imperiale di Kyoto. Anticamente era considerato tabù cucinare i primi 3 giorni dell’anno, pertanto si preparavano gli osechi l’ultimo giorno dell’anno vecchio. I primi osechi non erano certo elaborati e ricchi come quelli attuali: si trattava infatti di sole verdure bollite con salsa di soia e zucchero o mirin. Oggi gli osechi-ryōri sono serviti in scatole anche con scomparti molto eleganti e tra i vari tipi i cibi più comuni sono questi:

  • Daidai (だいだい): arancia amara giapponese. Si utilizza in questa ricorrenza perchè scritto in kanji (代々) si legge anche “di generazione in generazione”.
  • Datemaki (だてまき): frittata di uova di gallina dolce su cui viene spalmata della pasta di pesce o di gamberi e poi arrotolata e tagliata per formare dei rotolini simili al sushi.
  • Kamaboko (かまぼこ): torta di pesce alla griglia tagliata in fette di colore bianco e rosso ispirate alla bandiera del Giappone.
  • Kazunoko (かずのこ): uova di aringa. L’uovo ha di per sè un forte significato simbolico riferito alla nascita ed è rafforzato dalla parola stessa: kazu, “numero” e ko, “bambino”. Si mangia per augurarsi di avere numerosi bambini.
  • Konbu (昆布): tipo di alga. Si mangia in quanto è parte della parola yorokobu che significa “gioia”.
  • Kuro-mame (くろまめ): soia nera. Si mangia in quanto mame significa anche “salute” per augurare di avere un nuovo anno in salute.
  • Kōhaku-namasu (紅白なます): preparazione a base di daikon e carota tagliati a strisce sottili e marinati in aceto con zucchero e yuzu.
  • Tai (たい): orata rossa. Si mangia in quanto è parte della parola medetai che significa “evento di buon auspicio”.
  • Tazukuri (田作り): sardine essiccate cotte in salsa di soia. Si mangia in quanto la parola tazukuri letteralmente significa “produttore di risaie” per augurare un nuovo anno ricco di prosperità e abbondanza.
  • Zōni (雑煮): zuppa di tortini di riso mochi serviti in un brodo chiaro (Giappone orientale) o in un brodo di miso (Giappone occidentale).
  • Ebi (海老, えび): spiedino di gamberi spennellato di salsa di soia e sake. Si mangiano come simboli di una lunga vita.
  • Nishiki tamago (錦卵/二色玉子): maki di uova. L’uovo viene separato, l’albume simboleggia l’argento e il tuorlo simboleggia l’oro. Entrambi sono sbattuti separatamente e poi vengono composti come i rotolini del sushi, con la parte gialla all’esterno. Si mangiano come simboli di ricchezza e fortuna.
  • Zenzai (ぜんざい): è una zuppa dolce servita calda con fagioli rossi e torte di riso glutinoso al vapore (mochi) o palline di farina di riso glutinoso e acqua (shiratama dango).
Osechi capodanno giapponese

Toshi-koshi soba (年越し蕎麦)

Dato che gli osechi non sarebbero in realtà le scatole ricche di portate beneaugurali, ma piuttosto tutti i cibi che sono preparati appositamente per una ricorrenza stagionale, anche la toshi-koshi soba è di fatto un osechi. Tuttavia, essendo qualcosa di assolutamente diverso dalle portate sopracitate, merita di essere menzionata a parte. Si tratta di un piatto di noodle di grano saraceno (soba) bolliti in un brodo preparato con dashi, salsa di soia e mirin (kakejiru), poi conditi con cipollotto fresco e serviti caldi. In alcune zone la ricetta si completa con della tempura, spesso di gamberi. Questi lunghi e teneri spaghetti hanno un doppio significato speciale: da un lato simboleggiano una lunga vita, dall’altro la loro capacità di spezzarsi facilmente simboleggia la capacità di chi li mangia di lasciarsi i problemi dell’anno vecchio alle spalle. Inoltre il nome di questi noodle toshi-koshi soba significa letteralmente “soba per passare all’anno nuovo” in quanto toshi 年 significa “anno” e koshi 越し significa “attraversare, passare”. Oltre alla soba si utilizzano per questo piatto anche gli udon, un tipo di noodle dalla forma più spessa preparato con la farina di frumento.

Capodanno giapponese udon

In foto un piatto molto simile ai toshi-koshi udon che ho mangiato a maggio a Londra con Akiyoshi ❤️

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Capodanno giapponese: cosa si beve?

La bevanda tradizionale per questa occasione è il sakè.

O-toso 屠蘇 (sakè medicinale speziato)

O-toso 屠蘇, o semplicemente toso, è un sake medicinale speziato tradizionalmente bevuto durante le celebrazioni del capodanno giapponese e in particolare in abbinamento agli osechi-ryōri. La tradizione di bere il toso durante il capodanno iniziò in Cina durante l’Impero Tang (618-907 d.C.) e fu adottata dagli aristocratici giapponesi durante il Periodo Heian (平安時代 794-1185 d.C.). La cerimonia del toso arrivò al popolo molti anni dopo, quando i medici cominciarono a distribuirlo. Curiosamente ancora oggi alcune farmacie hanno mantenuto l’usanza di regalare l’o-toso alla fine dell’anno. La tradizione di bere questa bevanda è limitata ormai ad alcune zone del Giappone occidentale e al Kansai, mentre nelle altre zone si beve semplice sakè.

Tra le spezie che contiene il toso ci sono il rabarbaro, lo zenzero, la cannella e il pepe giapponese. Questa bevanda è simbolo di buona salute in quanto significa letteralmente “massacrare (屠) gli spiriti maligni (蘇)” e si beve per scacciare i mali dell’anno precedente e per aspirare a una lunga vita.

Come si può vedere dalla foto sottostante, ci sono 3 piccole tazze di diverse dimensioni in cui bere il toso, che viene passato in modo che ognuno ne beva un sorso. In Cina la prima tazza andava al più giovane, augurandogli così di crescere velocemente, e l’ultima tazza al più vecchio, augurandogli così di invecchiare più lentamente. In Giappone, tuttavia, non si è mantenuta questa usanza e la prima tazza è riservata al capofamiglia.

Sakè toso capodanno giapponese

Questo articolo lo dedico ad Akiyoshi Tsuda, importatore di vino giapponese di TAPS Inc., con cui lavoro ormai da più di 6 anni. Una persona profondamente simile a me, con cui condivido tante passioni e a cui voglio bene. E ora vado in palestra a smaltire anticipatamente i miei peccati del mio capodanno italiano in uno dei miei ristoranti giapponesi preferiti di Milano: Sushi Kobbo.

Akiyoshi Tsuda Chiara Bassi

Questa foto è stata scattata durante una vacanza a Londra a maggio scorso, nel periodo del mio compleanno. Spero che nel 2024 ci vedremo finalmente da lui per il mio primo “Viaggio in Giappone”. In fondo anche io sono una scrittrice di successo come Sidonie, no? ☺️

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