In questa tappa ci spostiamo dalle colline del Bordeaux – Chateau Cheval Blanc a quelle della Valle del Rodano, in una zona coltivata a vite fin dai tempi dell’impero romano. Abituati a cantine progettate nel pieno della campagna, al massimo in relazione di dialogo con qualche corpo di fabbrica originario o con uno chateau di fondazione oltre al paesaggio, assistiamo in questo caso all’eccezione di una cantina prettamente urbana: Delas Freres. Siamo a Tain l’Hermitage, dove i vini di questa regione raggiungono picchi di eccellenza e le antiche viti si inerpicano su suggestivi terrazzamenti che cesellano la valle.

Vigneti valle del Rodano

Delas Freres: il giardino segreto

La planimetria ci parla di una sorta di hortus conclusus incastonato nella cittadina, un giardino segreto dove il segno generatore del progetto è l’ondulazione del muro che separa la cantina vera e propria da un bellissimo spazio verde, dominato centralmente dalla villa padronale che contiene i servizi di ristorazione, degustazione e guest house, chiuso dal lato opposto da un altro corpo di fabbrica adibito a negozio.

Deles freres

Delas Freres: architettura tattile

La struttura principale della cantina si modella su una partizione che si muove secondo una doppia ondulazione, una parete generata tra due curve sfalsate che si espande e contrae in una danza tettonica frastagliata, eco della geografia terrazzata del luogo. Questo materiale lapideo inerte, candido e poroso, è in effetti la stessa pietra arenaria che caratterizza la valle del fiume, qui utilizzata grazie all’impiego congiunto di mastri artigiani locali e tecnologia robot per ottimizzare taglio e posa.

Delas freres architettura cantina

Il materiale di sfrido e di risulta viene ridotto in ghiaia e utilizzato come pavimentazione minerale per il giardino. La straordinaria natura di questo materiale spinge ad un approccio tattile da parte del visitatore mentre richiama il prezioso suolo e la sontuosa tessitura dei grandi vini rossi della Côtes du Rhône firmati dalla stessa Delas Freres.

Delas freres architettura

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Delas Freres: la forma della luce

La luce è il vero scultore di questa opera. Internamente un lucernario continuo scandisce un ritmo mobile in accordo ai movimenti del sole. In questo modo, mentre assolve ad ovvi obiettivi di isolamento ed inerzia termica, questa parete viene toccata di continuo dai raggi solari come farebbero le dita di un pianista sulla tastiera del pianoforte.

Delas freres

Si generano così effetti suggestivi ed eleganti che tracciano degli interni polimorfici, allo stesso tempo asciutti e poetici, minimalisti e barocchi, tattili e musicali. Uno spazio in cui la pietra viene scolpita dalla luce e la luce raccontata dalla pietra.

Delas freres architettura giochi di luce

Delas Freres: una personalità trina

Come succede spesso negli edifici urbani più nobili che si caratterizzano per un ermetismo nei confronti delle strade contrapposto ad uno straordinario esotismo dei cortili interni, il giardino diventa in questo caso il principale attore del dialogo con il paesaggio, un paesaggio per così dire a rovescio, contenuto e non contenente, dove gli edifici formano le quinte sceniche di un teatro, un trio di personalità diverse eppure bene assortite: la facciata classica della villa storica, l’onda lapidea della cantina, e la presenza discreta del negozio.

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Quest’ultimo in particolare si apre in maniera discreta verso l’esterno, si modella in atteggiamento di cavalleria prossemica nei confronti di un castagno secolare e riceve la luce e le ombre negli interni eleganti e domestici.

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Di questo concerto di meraviglie non si legge nulla dalla strada: come una gemma segreta nel suo castone, la cantina Delas Freres sorprende per discrezione, grazia ed armonia. Si racconta al visitatore allo stesso modo di un grande vino del Rodano, in una evoluzione di stimoli e sensazioni dai quali infine si ricava la sintesi del piacere, come in un felice brano musicale di pietra, aria e luce da suonare senza fretta su porosi tasti in arenaria.

Delas freres

Il progetto in breve

  • Progetto: Karl Fredik Svenstedt Architect
  • Committenza: Delas Winery
  • Dove e quando: Tain l’Hermitage 2019
  • Crediti fotografici: Dan Glasser, Sergio Grazia, Carl Fredrik Svenstedt
Delas freres

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