La Guida Veronelli 2024 è un lavoro enorme: 1944 produttori recensiti e 15.786 vini selezionati dai curatori Gigi Brozzoni, Marco Magnoli, Alessandra Piubello e Andrea Alpi che hanno tradotto in punteggi e valutazioni la loro esperienza enologica. Il 20 novembre 2023, in anteprima nazionale, è avvenuta la presentazione al Paganini Congressi – ex zuccherificio Eridania – di Parma, città Unesco. Nella Guida Veronelli 2024 sono stati premiati:

  • 5 Migliori Assaggi: vini che hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi nella rispettiva tipologia;
  • 10 Sole: premi speciali attribuiti all’unanimità dalla redazione a quei vini e quelle realtà d’eccellenza che sono anche simboli di originalità, capacità, cura e storia e che si fanno testimoni e portatori di valori e idee particolarmente lungimiranti,
  • Tre Stelle Oro: 508 vini hanno ottenuto il massimo riconoscimento della Guida;
  • Grandi Esordi: 30 vini eccellenti entrati a far parte della Guida per la prima volta o dopo una lunga assenza;
  • Luoghi del Buon Bere: 208 locali che si sono distinti per l’offerta enologica e gastronomica.

Guida Veronelli 2024: i 5 migliori assaggi

I Migliori Assaggi sono i 5 vini che, nella rispettiva tipologia, hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi. Rappresentano quindi i migliori vini degustati dai Curatori per questa edizione della Guida Oro I Vini di Veronelli, veri e propri capolavori della vitivinicoltura italiana.

Migliori assaggi Veronelli | vino spumante: Ferrari F.lli Lunelli – “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” Trento DOC Extra Brut 2012 | M.M. 97 punti

La mia degustazione. Si presenta giallo paglierino con riflessi oro, un perlage finissimo, numeroso e persistente. Al naso è semplicemente strepitoso, giustamente intenso ed elegante. Note di crosta di pane, cioccolato bianco, noci e spezie danzano armoniosamente. In bocca entra coerente, croccante, freschissimo, sapido e strutturato con un finale che vira al cumino. La sboccatura giovane si riflette nella bolla e promette davvero bene per essere riassaggiato tra qualche anno. ❤️❤️❤️

Guida veronelli 2024 migliori assaggi Ferrari

Migliori assaggi Veronelli | vino bianco: Ornellaia – “Ornellaia Bianco” Toscana IGP Bianco 2020 | G.B. 98 punti

La mia degustazione. Si presenta giallo paglierino scarico e brillante, consistente. Al naso è favoloso, elegante e giustamente intenso con note di frutto della passione non invadenti, pesca bianca e cedro. In bocca entra coerente, freschissimo, piacevole, strutturato, con una bella sapidità e tanta lunghezza. Un vino davvero eccezionale per un’azienda più conosciuta per l’Ornellaia Rosso. ❤️❤️❤️

Guida veronelli 2024 miglior assaggi Ornellaia

Migliori assaggi Veronelli | vino rosato: Russo Girolamo – Etna IGP Rosato 2022 | A.P. 92 punti

La mia degustazione. Questo vino rosato è così lontano da quello che considero “il mio vino rosato” che faccio davvero fatica a farmene una opinione: è troppo profumato, troppo intenso, troppo prepotente. Si presenta rosa buccia di cipolla con riflessi salmone brillante e consistente. Naso intensissimo e molto complesso con note di fragola, ribes, confetto, miele e sciroppo di ciliegia. In bocca entra coerente, fresco, morbido e molto lungo.

Guida veronelli 2024 migliori assaggi Girolamo russo

Migliori assaggi Veronelli | vino rosso: Gaja – “Sorì Tildin” Barbaresco DOCG 2020 | G.B. 100 punti

La mia degustazione. Si presenta rosso rubino trasparente con riflessi granato, consistente. Al naso è delicato, a mio avviso troppo, e lo nobilita una grande eleganza di profumi speziati, ma appena percettibili. In bocca invece entra meraviglioso, molto più interessante che al naso. Fine, elegantissimo, asciutto, strutturato, con un tannino potente ben integrato, sapido e tanta lunghezza. ❤️

Guida veronelli 2024 migliori assaggi Gaja

Migliori assaggi Veronelli | vino dolce o da meditazione: San Giusto a Rentennano – “Vin San Giusto” Toscana IGP Bianco passito 2015 | G.B. 97 punti

La mia degustazione. Si presenta di colore mogano scarico, trasparente, denso e consistente. Al naso è intenso e meraviglioso, ampio, con un tripudio di sentori diversi in cui dominano note di noce, miele e accenti officinali. In bocca è morbido, fresco, sapido, strutturato e ben equilibrato con un lungo finale di frutta secca. Straordinario. ❤️❤️+

Guida veronelli 2024 miglior assaggi Vin san giusto

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Guida Veronelli 2024: 6 sole

Il premio speciale della Guida Oro i vini di Veronelli è assegnato dalla Redazione in modo del tutto indipendente dal punteggio in centesimi. Viene attribuito, infatti, a dieci vini scelti tra migliaia di campioni assaggiati nel corso dell’anno, 10 etichette di cui desideriamo segnalare l’originalità e il valore, motivando dettagliatamente al lettore, caso per caso, le ragioni della nostra preferenza.

Purtroppo la premiazione è andata un po’ per le lunghe e dovevo rientrare a Milano, quindi non sono riuscita a degustare tutti i vini che hanno ricevuto il premio Sole di Veronelli. Spero di poter integrare al più presto questo articolo con i 4 vini sole che mancano. Di seguito i miei appunti di degustazione in ordine di assaggio.

Sole #1: Grosjean Vins – “Clairet” Vino Rosso 2019 | M.M. 92 punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

I Grosjean hanno contribuito a scrivere il secolare racconto dei vini valdostani. Arrivano dalla Borgogna nel ‘600, per dedicarsi alla vite e al vino. La storia contemporanea risale agli anni successivi al Secondo dopoguerra, momento in cui scelgono la strada della qualità assoluta e della riscoperta delle varietà autoctone. Coltivano le loro vigne su terreni in forte pendenza, ad altitudini elevate, su gradini e terrazzamenti. La loro è, a pieno titolo, una “viticoltura eroica”. Vivono la necessità di affrontare una sfida alla sopravvivenza di questa leggendaria viticoltura di montagna che il loro lavoro quotidiano preserva, a beneficio delle generazioni future. Il Clairet, vino di origine rinascimentale del quale si perde traccia a fine ‘800, risorge a nuova vita dopo 10 anni di duro lavoro in cui sono state coinvolte 2 generazioni di Grosjean. La produzione prevede l’utilizzo di picotendro, sottovarietà di nebbiolo, e di una piccola percentuale di neyret, vitigno autoctono pressochè scomparso.

La mia opinione. Il Clairet di Grosjean mi aveva già fatto innamorare quando ero andata in cantina il 20 giugno, un’esperienza bellissima che mi ha permesso di scrivere questo articolo dedicato alla viticoltura in Valle D’Aosta. Io amo profondamente i vini valdostani – soprattutto spumanti e rossi – perchè, quando ben eseguiti, sono di rara eleganza. Questo Clairet è anche di una piacevolezza di beva unica e si presta per essere abbinato con grandissima facilità anche a tavola con molta soddisfazione sia a un palato poco allenato sia a un sommelier. ❤️❤️

Guida veronelli 2024 sole Grosjean

Sole #2: I Parcellari – “Parcella 505” Grignolino d’Asti DOC 2021 | G.B. 93 punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

Davide Canina è un ingegnere, un docente, un sommelier, un piemontese. Sceglie, per la sua azienda, il nome I Parcellari, esplicito riferimento a un insieme di parcelle vitate. Grazie a fortunati incontri e collaborazioni, prende corpo l’idea di valorizzare i migliori vigneti dei soci della Cooperativa Produttori di Govone attraverso una precisa selezione di parcelle viticole al fine di realizzare vini d’eccellenza nel comprensorio Langhe, Romero Monferrato, patrimonio Unesco. Risultano 3 i siti selezionati: Portacomaro, Montegrosso d’Asti e Govone. Un progetto ambizioso, votato alla qualità estrema e rivolto alla comunità attraverso il coinvolgimento delle famiglie di piccoli vignaioli impegnati nella cura dei loro parcellizzati e preziosi vigneti. Un percorso eroico ad alto valore veronelliano per la sua capacità di puntare al massimo risultato qualitativo lavorando nel rispetto e nella sincera e concreta valorizzazione dell’impronta storica dei vigneti e dell’opera meritoria di chi quotidianamente li conserva e li mette a frutto.

La mia opinione. Non conoscevo questa azienda prima di Golosaria 2023, quando il mio collega e amico Paolo Porfidio me l’ha consigliata. Devo dire che già in quell’occasione il Grignolino è stato il vino che mi ha colpito di più: non perchè la Barbera o il Nebbiolo non siano ottimi vini, ma perchè è difficile immaginare un Grignolino così sorprendente. Volutamente non aggiungo altro: merita la sorpresa.  ❤️++

Guida veronelli 2024 i parcellari

Sole #3: Martinetti Franco – “Trecento” Vino Rosso 2015 | G.B. 99 punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

Impossibile definire schematicamente la figura di Franco Martinetti, un uomo colto e sensibile. Un appassionato di cultura materiale. Un gentiluomo del vino. Un fine négociant. Un attento vignaiolo. Un colto comunicatore. Martinetti è tutto questo e di più. Dal 1974 il suo sapere e la sua cura cesellano l’intera filiera produttiva di ogni suo vino, dal campo alla bottiglia. Lo studio è continuo, per dar luogo a vini in cui territorio, armonia ed eleganza formano una triade indissolubile. La realtà eroica piemontese non sarebbe la stessa senza di lui: uno dei suoi meriti è quello di aver salvato dall’oblio di zone e vitigni poco blasonati. Questo Sole è un riconoscimento a una sua singolare interpretazione eroica. Ma è anche un sinceramente veronelliano “premio alla carriera”.

La mia opinione. Ammetto che è il primo vino che bevo di questo produttore e me ne sono innamorata. Entra nel bicchiere con eleganza e già alle prime rateazioni colpisce per i suoi profumi incredibilmente precisi. Tutto è al suo posto, sia al naso sia in bocca. Un grande vino che vale dal primo all’ultimo punto. ❤️❤️❤️

Guida veronelli 2024 trecento

Sole #4: Gini – “Renobilis” Recioto di Soave Classico DOCG 2016 | G.B. 95 punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

Custodire vigneti secolari e mantenerli in produzione è un’opera che si prendono a cuore soltanto i vignaioli altamente sensibili, diventando così conservatori di paesaggio. Proprio questo accade negli storici appezzamenti della famiglia Gini, oggi condotti da Sandro e Claudio, attraverso una viticoltura profondamente rispettosa degli ecosistemi in quel del Soave classico, terra di ascendenza vulcanica e di peculiare vocazione enoica. In Contrada Salvarenza un terzo delle viti hanno oltre un secolo di vita e sono a piede franco, riprodotte per margotta. Ebbero la fortuna di sopravvivere alla fillossera grazie ai suoli tufacei. Oggi, in tempi di emergenze climatiche, quelle vecchie vigne si dimostrano resistenti agli sconquassi, offrendo un’ulteriore prova dell’importanza della loro conversazione. La riproduzione e l’impunito dei nuovi vigneti avviene per selezione massale dalle piante storiche. Questo è il segreto per preservare il grande dono di questi suoli: l’antica storia vegetale, se amata e valorizzata, si traduce in un racconto eroico capace di suscitare vibranti emozioni.

La mia opinione. Piacevole, intenso e adatto a una molteplicità di abbinamenti a partire dalle ostriche. Mi ha convinto per il suo equilibrio, straordinario e raro per un vino della sua tipologia. ❤️❤️++

Guida veronelli 2024

Sole #5: Nicolucci – “Predappio di Predappio, Vigna del Generale” Sangiovese Superiore Riserva 2020 | A.P. 93 Punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

Nel maggio 2023 la Romagna è stata colpita da una terribile alluvione. Esondazioni e frane, campi sott’acqua, abitazioni allagate e senza luce, auto sommerse, scuole chiuse e vite spezzate. Non è stata pura fatalità, in tempi di emergenza climatica e di incuria del territorio questi eventi purtroppo si moltiplicano. Anche per questo il lavoro dei vignaioli che si prendono cura dell’ambiente e degli ecosistemi è tanto più importante, valoroso, simbolico e concreto. I Nicolucci, realtà importante e storicissima della viticoltura romagnola, non hanno mai cambiato la loro filosofia focalizzata sulla massima cura della vigna, dell’ambiente e del vino. Cura, d’altra parte, è parola chiave per preservare il futuro di una viticoltura che tenga conto che ogni vigneto è anche un luogo di sperimentazione del rispetto per la terra e per le generazioni future.

La mia opinione. Vino della mia terra, che conosco benissimo e di cui ho assaggiato tutte le annate prodotte a partire dalla 2013, una delle più sorprendenti di sempre. La 2020 è pazzesca, al di sopra delle aspettative e vorrei che chiunque pensa che la Romagna non sia una terra vocata per produrre vini rossi straordinari lo degustasse alla cieca… ❤️❤️❤️

Guida veronelli 2024 sangiovese riserva

Sole #6: Casa Setaro – “Contradae 61.37” Vesuvio Bianco DOP 2020 | A.P. 93 punti

La motivazione della Redazione della Guida Veronelli 2024:

Casa Setaro si trova a Trecase, in provincia di Napoli, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio che dal 1995 è Riserva della Biosfera Unesco. Qui vigna e “casa” sono un tutt’uno. Massimo Setaro e sua moglie Mariarosaria ne sono i numi tutelari. La loro dedizione enoica ha rivoluzionato lo stile e la percezione di vitigni e vini del luogo. Si sono dedicati profondamente alla salvaguardia di storiche cultivar locali a rischio estinzione, in primis il caprettone. La tutela della biodiversità è totale in un regime agricolo di assoluto rispetto del mondo vegetale. Il patrimonio ampelografico, nei loro 12 ettari di vigne storiche, e la loro conduzione è un’opera umana che sposa e accarezza la complessità unica del microambiente vesuviano. I Setaro sono, dunque, veri tutori di memoria e futuro, nel sincero amore per quella porzione di biosfera che è toccata loro in custodia.

La mia opinione. Un vino bianco di grande piacevolezza, capace di accompagnare magnificamente già ora un piatto a base di crostacei grazie alla sua grande sapidità, ma anche di evolvere in bottiglia qualche anno per regalare ancora più emozioni. ❤️+

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Guida Veronelli 2024: il suo valore è la responsabilità, nonostante la poesia

La Guida Veronelli, nel rispetto del lavoro dell’uomo che tutt’ora ne ispira ben più del nome, è alla costante ricerca di poesia. Metafore, figure retoriche, arzigogoli rococò condiscono qualcosa che di poetico ha pochissimo: il numero che valuta ogni etichetta. Per fortuna nel libro vero e proprio questa poesia è confinata ai vini Sole e alle pagine introduttive di ogni regione. La Guida Veronelli 2024, infatti, è una guida molto concreta, pratica e di facile consultazione: un piacere da sfogliare. Organizzata in modo chiaro, è talmente leggibile che diventa superflua perfino la legenda. La firma del curatore a fianco di ogni punteggio è il vero valore aggiunto in questo mondo di marchette e interessi che è ormai diventato il vino. Il formato è compatto e, nonostante 1152 pagine e la copertina rigida – fondamentale per proteggere la carta davvero impalpabile in cui è stampata – complessivamente leggero e trasportabile, caratteristiche che, per me, sono sempre un valore aggiunto. Che senso ha creare una guida monumentale pesante e scomoda che si limita a prender polvere in libreria? Una guida è come un vecchio stradario: va vissuta. La stessa vita di Luigi Veronelli, testimone del cambiamento della cultura alimentare italiana, è stata un viaggio di ribellione e rispetto attraverso i giacimenti del gusto da lui gelosamente custoditi e raccontati.

Guida veronelli 2024

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