Il moscato bianco è un antico vitigno a bacca bianca, la cui storia è profondamente radicata in Italia nelle regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Puglia e Sicilia. Le sue origini si perdono nel tempo: i reperti archeologici e letterari lo collocano nell’antica Grecia. Nel Medioevo, il Moscato era coltivato soprattutto in monasteri, dove i monaci perfezionarono le tecniche di viticoltura e vinificazione. Durante l’epoca dell’Impero Romano, il moscato bianco si diffuse ampiamente nel bacino del Mediterraneo. I Romani apprezzavano molto il suo vino profumato e contribuirono significativamente alla sua diffusione in Europa. Durante il Rinascimento, divenne uno dei vini più apprezzati dalle corti reali europee. Oggi il vitigno moscato bianco – soprattutto tra i non sommelier – è molto popolare grazie alla diffusione del vino spumante dolce, ma spesso non è associato a produzioni di qualità. In realtà ne esistono tante versioni interessanti anche se le sue espressioni più famose sono in versione vino passito.

Moscato bianco: sinonimi e cloni

  • Sinonimi: muscat blanc a petit grain, muscat de chambave, moscato, moscatello, moscatellone, muscat, muskateller, moscato reale (solo per DOP e IGP della regione Puglia), gelber muskateller (ufficiali). Moscato seguito dai nomi del luogo di coltura: moscato di Canelli, moscato dei Colli Euganei, moscato di Frontignan, moscato di Montalcino, moscato di Noto, moscato di Siracusa, moscato di Strevi. Altri nomi sono: grüner muscateller, moscatello Douro, muscalen traube, muscateller, weisse, weisser muscateller.

Moscato bianco: caratteristiche

Il moscato è un vitigno estremamente esigente sul terreno di coltivazione, tanto che talvolta basta spostarsi di poche centinaia di metri per perdere le condizioni favorevoli che consentono di elaborare vini pregiati. Il suo terreno ideale è collocato tra i 200 e i 280 metri s.l.m. e appartiene al medio miocene.

della pianta

  • Aspetto: foglia media, orbicolare o pentagonale, trilobata o quinquelobata e con seno peziolare a lira (a V sovrapposti). La pagina superiore è glabra e di colore verde cupo mentre la pagina inferiore è quasi glabra e di colore verde chiaro opaco. Picciolo medio, quasi glabro.
  • Maturazione: seconda quindicina di agosto e I decade di settembre. Grappolo medio o piccolo, cilindro-conico, con una o due corti ali, serrato o semi serrato e compatto. Acino medio e sferoide a sezione circolare. Buccia abbastanza spessa e consistente di colore giallo-dorato che diventa ambrato quando è esposta al sole, poco pruinosa. Polpa sciolta, quasi molle e consistente con sapore di moscato e dolce.
  • Produttività: da scarsa a costante.
  • Vigoria: da scarsa a buona a seconda delle zone.
  • Resistenza alle avversità: resiste bene all’impallinamento e alla colatura. Molto sensibile all’oidio e al freddo, è anche sensibile alla peronospora.
Vitigno moscato bianco foglia

del vino prodotto

Eccelle frizzante dolce e passito, ma si trova anche spumantizzato metodo classico con interessanti risultati. Il Moscato d’Asti DOCG, quando ben eseguito, se lasciato in bottiglia alcuni anni, prende sentori di zafferano. Il moscato passito ha piacevoli accenti minerali e/o balsamici a seconda dei terroir.

  • Esame visivo: da giallo paglierino scarico a giallo dorato intenso.
  • Esame olfattivo: intenso, fine e con note caratteristiche di salvia, muschio, pesca, albicocca, mandarino, fiori d’arancio e cioccolato bianco.
  • Esame gusto-olfattivo: leggero, morbido, fresco, delicato, intenso ed elegante, fine. Eccezionale bevibilità.

Moscato bianco: zone di coltivazione

  • Italia: (zone idonee e consigliate) Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e in provincia di Padova; (zone idonee) Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Sicilia, Toscana, Umbria e province di Belluno, Rovigo, Treviso,  Venezia e Verona; (zone in cui è in osservazione) provincia di Vicenza.
  • Mondo (in ordine di quantità): Italia; Francia (Alsazia; Languedoc-Roussilion; Valle del Rodano); Grecia (Peloponneso; Samos); Spagna (Andalusia); Brasile (Serra Gaúcha); Romania (Transilvania); Stati Uniti (California); Ungheria (Eger: Mátra); Sudafrica (Costantia).

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Moscato bianco: vini italiani DOCG e DOC dove è ammesso

  • DOCG: Asti.
  • DOC: Abruzzo, Cagliari, Castel San Lorenzo, Colli di Parma, Tuscia o Colli Etruschi Viterbesi, Colli Euganei, Colli Piacentini, Colli Tortonesi, Elba, Golfo del Tigullio – Portofino o Portofino, Loazzolo, Menfi, Molise o del Molise, Moscadello di Montalcino, Moscato di Sardegna, Moscato di Sorso-Sennori o Moscato di Sorso o Moscato di Sennori.
Vitigno moscato bianco grappolo

Conclusione

Quando si parla di moscato bianco si pensa subito al vino dolce e più o meno frizzante con cui tutt’ora sono uccisi panettoni e pandori (a proposito, ti consiglio di leggere questo articolo con una riflessione sul Pandoro Balocco Chiara Ferragni), ma in realtà è un vitigno che si presta sia alla vinificazione frizzante o spumante, sia a diventare un vino bianco secco dai profumi intriganti che si presta magnificamente ad essere abbinato a ricette saporite con le erbe aromatiche come, ad esempio, il pesto alla genovese. Tuttavia, nelle sue espressioni migliori, un Moscato d’Asti DOCG frizzante dolce è capace di regalare emozioni e profumi impensabili se lo si sa attendere 6-8 anni e ogni sommelier dovrebbe conservarne una bottiglia in cantina per una serata speciale a base di ostriche.

Fonti:

© Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Catalogo Nazionale delle varietà di vite.

© Bassi C., Sommelier: il manuale illustrato, Cammeo DiVino, Reggio Emilia, 2022, pp. 161-162

© Vignaioli piemontesi (foto di copertina)

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