Il negroamaro è un vitigno a bacca nera originario della Grecia che deve il suo nome al colore scuro dei suoi acini e al loro sapore intenso leggermente amarognolo. Il vitigno negroamaro è coltivato in Italia soprattutto in Puglia, in particolare nel Salento, dove trova condizioni climatiche ideali per la produzione di vini spumanti rosé, vini rosati e soprattutto vini rossi straordinari. La sua capacità di prosperare nel clima caldo e asciutto del Salento, dove le estati lunghe e soleggiate consentono un’ottimale maturazione dell’uva, fa sì che qui siano prodotti vini che invecchiano bene in bottiglia dove sviluppano complessità e morbidezza con il trascorrere del tempo.

Sinonimi e cloni

  • Sinonimi: (ufficiali) negro amaro, nero amaro. Non ufficiali: arbese o albese, tonico, nero leccese, niuru mani, nicra amaro, mangiaverde, abruzzese, uva cane, lacrima.

Negroamaro: caratteristiche

della pianta

  • Aspettofoglia grande, pentagonale, per lo più quinquelobata, con seno peziolare a V stretto e seni laterali superiori con bordi sovrapposti e seni laterali inferiori poco profondi a U o lira chiusa. La pagina superiore è glabra e di colore verde. La pagina inferiore è aracnoidea e di colore verde chiaro opaco. Picciolo mediamente grosso, corto e glabro.
  • Maturazione: 3° decade di settembre – 1° decade di ottobre. Grappolo medio, conico, corto e serrato. Acino medio e tendente al grosso. Buccia pruinosa, spessa e consistente di colore blu-violaceo. Polpa succosa, dolce e di sapore neutro con succo colorato.
  • Produttività: abbondante e costante.
  • Vigoria: ottima.
  • Resistenza alle avversità: buona all’oidio, alla peronospora e alle brinate; sensibile alla tignola e alla muffa grigia con alcuni porta innesti.
Foglia vitigno negroamaro

del vino prodotto

Il negroamaro è un vitigno particolarmente adatto a lunghi affinamenti in bottiglia.

  • Esame visivo: rosa salmone con riflessi corallo o rosso rubino concentrato e appena trasparente a seconda della tipologia di vino prodotto.
  • Esame olfattivo: intenso, elegante, fine, complesso. Tra i riconoscimenti: fungo porcino, pane tostato, foglia di tabacco, affumicato, cacao, viola, ciliegia, arancia rossa e pepe nero.
  • Esame gusto-olfattivo: fresco, morbido con il tempo, strutturato, con una grande spalla acida, potente, verticale e se rosso ha un tannino ben presente.

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Negroamaro: zone di coltivazione

  • Italia: (zone idonee e consigliate) Puglia; (zone in osservazione) Basilicata, Molise.
  • Mondo: nessuna.

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Negroamaro: vini italiani DOCG e DOC dove è ammesso

  • DOCG: nessuna.
  • DOC: Alezio, Brindisi, Copertino, Galatina, Gioia del Colle, Leverano, Lizzano, Matino, Nardò, Negroamaro di Terra d’Otranto, Rosso di Cerignola, Salice Salentino, Squinzano, Terra d’Otranto.
Grappolo vitigno negroamaro

Conclusione

Particolarmente interessante è il Salice Salentino DOP, soprattutto nella sua espressione Rosso Riserva. Se lasciato affinare a lungo in bottiglia – i vini del 2015-2016 nel 2023 sono appena pronti – sviluppa caratteristiche altamente desiderabili per un sommelier.

Fonti:

© Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Catalogo Nazionale delle varietà di vite.

© Immagine di copertina: Masseria Mongiò

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