Alzi la mano il sommelier che non ha mai sentito chiedere – o chiesto lui stesso prima di fare il corso sommelier – al bar un prosecchino. Il vino prosecco è stato massacrato negli anni dai produttori stessi che hanno visto in queste splendide colline venete patrimonio UNESCO un luogo perfetto dove produrre vini spumanti di pessima qualità da vendere a due soldi. Quantità e chissene frega della qualità: l’obiettivo è imporsi nel mercato dello sparkling e rubare fette di mercato al più costoso Franciacorta DOCG o allo Champagne AOC, soprattutto all’estero. Purtroppo – per necessità, per ignoranza o per entrambe le cose – spesso si preferisce il guadagno subito senza una visione d’insieme, ma arrivare a sputtanare un’intera denominazione è una follia, soprattutto nel lungo periodo. Spetta anche ai sommelier riportare questi vini – e in particolare il prosecco millesimato – a quote più normali anche nella mente del consumatore medio.

Prosecco Millesimato: Metodo Classico o Metodo Martinotti?

Solitamente le bollicine del vino prosecco sono ottenute con il metodo Martinotti o Charmat, ma in realtà il disciplinare prevede la possibilità di utilizzare il metodo classico. Per i non addetti ai lavori si ricorda che la scelta del metodo di spumantizzazione non incide solo sulla lavorazione del vino base, ma anche sul gusto finale. Il prosecco metodo classico assume, oltre a una bollicina più fine e a una maggiore longevità, profumi più legati all’affinamento sui lieviti ovvero crosta di pane, burro e tostature, mentre il prosecco metodo Martinotti ha generalmente una bollicina più grossolana, un minor tempo di durata in bottiglia e profumi più legati al vitigno ovvero fiori e frutta a polpa bianca.

Prosecco Millesimato: “S.C. 1931” Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG di Bellenda

S.C. 1931 è una dedica al fondatore della cantina Bellenda Sergio Cosmo con le sue iniziali e il suo anno di nascita, 1931.  Viene elaborato da uve glera provenienti dalla zona di Carpesica da vigneti con un’altitudine media di 180 m s.l.m. e giacitura sud, sud-ovest. Qui il suolo è argilloso-calcareo, ricco di residui di una morena dell’antico ghiacciaio del Piave che scendeva dalla sella del Fadalto tra il monte Pizzoc e il monte Visentin. Il sistema di allevamento a sylvoz è tradizionale in questi luoghi e la densità di impianto è abbastanza alta: una media di 4.200 piante per ettaro. Il clima qui è temperato, con inverni freddi ed estati calde e ventilate, ma soprattutto con una grande escursione termica giornaliera. Dopo la vendemmia nella seconda metà di settembre si ha la diraspatura e la successiva pressatura soffice. Segue la decantazione statica del mosto e la fermentazione, una parte in acciaio e una parte in vasche di legno senza controllo della temperatura. L’affinamento sulle fecce fini dura circa 3 mesi e poi si ha la rifermentazione in bottiglia con sosta sui lieviti per circa 18 mesi. Essendo un pas dosé, dopo la sboccatura, lo spazio occupato dai lieviti viene riempito dello stesso vino senza nessun dosaggio.

Prosecco millesimato bellenda

Il progetto “sognatore” di Umberto Cosmo di Bellenda

Bellenda è una cantina “grossa” che produce sia vini più inclini al palato comune, sia una selezione di etichette spettacolari per sommelier e appassionati “più colti”. Il punto di forza di questa cantina è la sua attitudine a mettersi in gioco per una continua ricerca di superare i limiti rompendo gli schemi. Potevano accontentarsi di fare un buon vino prosecco millesimato come altri, ma hanno creato dei vini diversi, mai banali e con alcune eccellenze nel metodo classico come S.C. 1931 e Wurm.

Umberto Cosmo è un personaggio unico nel suo genere con una cultura (e uno stile) fuori dal comune e sicuramente questo si riflette anche nella visione del prosecco millesimato di Bellenda. Una visione che, come direbbe Gaber, mette ancora l’uomo al centro della vita:

  • non utilizzano diserbanti;
  • lavorano il terreno e sfalciano l’erba (soprattutto le pecore a spasso per i loro vigneti);
  • recuperano i residui della potatura per produrre energia;
  • mantengono ampi spazi di bosco per proteggere la biodiversità;
  • usano bottiglie di vetro riciclato e packaging provenienti da fonti rinnovabili;
  • sostituiscono progressivamente i tetti convenzionali con tetti verdi per rallentare il deflusso delle acque piovane;
  • usano di pompe di calore e gas naturale per il riscaldamento degli ambienti;
  • ricorrono a pannelli solari per l’energia elettrica di cui hanno bisogno.

Loro non sono una cantina biologica, ma rispettano l’ambiente. E rispettare l’ambiente significa rispettare le persone. Spesso questo coincide anche con fare vini di buona qualità. Il loro progetto di creare un prosecco millesimato adatto a un lungo invecchiamento in bottiglia è la punta di diamante di questa azienda che la rende meritevole di essere scoperta da tutti gli appassionati di vini spumanti.

Vini bellenda

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Prosecco Millesimato: degustazione verticale di “S.C. 1931” di Bellenda

Al Vinitaly 2024 è stato possibile degustare, tra gli altri, diverse annate di questo eccezionale prosecco millesimato.

uva: glera 100% | alcool: 11,5% vol | zuccheri: 2 g/l | estratto: 22 g/l | pressione: 6 bar

Degustazione #1: “S.C. 1931” Prosecco Millesimato 2012 sboccatura 2015, Bellenda ❤️❤️

Si presenta giallo dorato brillante con un perlage molto fine, molto numeroso e persistente. Al naso è ampio con note di cedro candito, pan brioche, tartellette alla crema pasticcera e lavanda. In bocca entra coerente, con una bella bolla ancora tesa, grande equilibrio e un lungo finale dalle sfumature appena ossidate meraviglioso.

Degustazione #1: “S.C. 1931” Prosecco Millesimato 2008 sboccatura 2011, Bellenda ❤️❤️❤️❤️

Non ho mai dato 4 cuori a un vino… di solito il mio massimo è 3 cuori… ma c’è sempre una prima volta! Capolavoro! Si presenta giallo dorato brillante con un perlage finissimo, numeroso e persistente. Al naso è ampio con note ben riconoscibili di miele, pane al latte, cioccolato bianco e cumino. In bocca entra morbido, fresco, sapido, strutturato e lunghissimo.

Sc 1931 prosecco millesimato 2008

Degustazione #1: “S.C. 1931” Prosecco Millesimato 2006 sboccatura 2009 , Bellenda ++

Si presenta giallo oro brillante con un perlage finissimo abbastanza numeroso e persistente. Al naso è ampio con note di cioccolato bianco, noce, pera candita e una sfumatura citrina. In bocca entra cremoso, strutturato, ben equilibrato e con un finale lunghissimo.

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La potenzialità dell’uva glera

L’uva glera è quasi sempre appannaggio di produzioni di quantità e per questo non è un vitigno considerato perfetto per lunghi invecchiamenti in bottiglia, cosa che accade invece ad esempio per lo chardonnay. Eppure è un’uva straordinaria che si presta a una molteplicità di vini diversi e per questo è perfetta per rappresentare la filosofia di una cantina che può darle la sua impronta sia in vigna sia durante la vinificazione e l’affinamento. Compito dei sommelier è raccontarla in tutta la sua complessità senza fermarsi alle sue espressioni più comuni per far sì che possa essere riscoperta. L’obiettivo comune – di cantine e operatori Ho.Re.Ca. – dovrebbe essere innescare un circolo virtuoso di nobilitazione enoica capace di suggellare nell’immaginario collettivo il prosecco millesimato come vino di qualità.

Vitigno glera o prosecco grappolo

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