La cucina friulana, il suo ottimo vino bianco friulano – con la famosa ribolla gialla – e i suoi meravigliosi vigneti di confine sono un rifugio affascinante per un sommelier, soprattutto se appassionato di vini bianchi freschi e profumati, anche dotati di struttura e adatti all’invecchiamento in bottiglia. Non stupisce, quindi, che la testata giornalistica Borghi d’Europa abbia scelto un ristorante friulano Milano, in particolare l’Hosteria Sauris & Borc da Bria, come gustoso teatro per presentare il Progetto Internazionale “L’Europa delle Scienze e della Cultura”, patrocinato dall’Iniziativa Adriatico Ionica. Questo avrà, tra i protagonisti, il Friuli-Venezia Giulia quale zona privilegiata “di rappresentanza” delle eccellenze enogastronomiche italiane. Da non dimenticare, inoltre, che l’elegante e asburgica Gorizia (Italia) e la decadente e sovietica Nova Gorica (Slovenia), come unica entità capace di superare la difficile storia recente per lavorare insieme – saranno Capitale Europea della Cultura nel 2025.

Ristorante Friulano Milano e “L’Europa delle Scienze e della Cultura”

Un incontro conviviale di produttori che si sono riuniti a tavola per raccontare i propri prodotti e il proprio territorio, il Friuli Occidentale, insieme alla stampa di settore e durante le riprese per la trasmissione televisiva “Italia del Gusto” che va in onda il lunedì alle 20 sul canale 170 (Prima Free) del Digitale Terrestre.

Il progetto

Borghi d’Europa è una associazione culturale che promuove da oltre 15 anni una rete di borghi e territori poco conosciuti con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio ambientale, artistico, enogastronomico economico e scientifico attraverso progetti di informazione. Questi sono dedicati non solo ai fruitori finali, ma anche agli operatori: un fine nel fine è quello di “informare chi informa”.

In particolare, il progetto “L’Europa delle Scienze e della Cultura” patrocinato da IAI (Iniziativa Adriatico – Jonica, è un forum intergovernativo per la cooperazione regionale), dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e da ConfCooperative Pordenone, ha in programma per il 2024 una serie di eventi a Milano e in Friuli-Venezia Giulia per valorizzare il Friuli Occidentale. In queste occasioni i protagonisti della vita istituzionale, sociale, economica e culturale del territorio racconteranno le loro storie e le loro esperienze alla stampa locale, nazionale e europea che interverrà con interviste mirate. Gli itinerari prescelti sono:

  • Culturale: include la storia, l’ambiente, l’arte e la cultura del territorio.
  • Antropico: include il mondo della cooperazione.
  • Ricerca: include le Radici del Vino in quanto in questa zona avviene oltre il 60% della produzione di barbatelle d’Italia e pertanto questo settore riveste un’importanza strategica.
  • Enogastronomico: include le vie del gusto e i percorsi internazionali dell’associazione Borghi d’Europa.

I percorsi internazionali di Borghi d’Europa sono:

  • la Via della Letteratura e della Poesia;
  • la Via dei Norcini;
  • La Via dei Formaggi;
  • la Via del Pane e della Pizza;
  • la Via della Birra;
  • la Via del Caffè;
  • i Mulini del Gusto;
  • i Borghi della Storia;
  • Terre di Roma;
  • le Ferrovie (non) dimenticate e la Mobilità Dolce;
  • la Via delle Buone Cose;
  • Eurovinum;
  • il Paesaggio della Vite e del Vino;
  • le Terre di Collina;
  • Aquositas;
  • le Vie d’Acqua.

I Paesi coinvolti sono Italia, Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, San Marino, Serbia, Slovenia e Svizzera. Le regioni italiane coinvolte sono: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. Ogni Percorso prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi europei e di cinque regioni italiane.

Ristorante friulano milano

Durante la presentazione è stato dato spazio alla stampa (e in particolare a me e alla collega Sara Missaglia) per discutere delle criticità e dei punti di forza del giornalismo enogastronomico con l’obiettivo di trovare degli spunti di valorizzazione condivisi dalle aziende, spesso sponsor o partner dell’informazione stessa, ma capaci di essere realmente interessanti per il pubblico.

Ristorante friulano milano sarà Missaglia Alessio della Barba

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Vini e prodotti tipici in accompagnamento

Cantina Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (PN)

Questa azienda è stata rappresentata da Michele Leon, Sindaco di San Giorgio della Richinvelda e responsabile marketing della Cantina Rauscedo. Tra i vini proposti spicca il sauvignon, ben fatto e con quei sentori tipici che gli amanti di questo vitigno si aspettano di sentire.

Cantina ruscedo sauvignon

Casato Bertoia di Valvasone-Arzene (Pn)

Cesare Bertoia conquista con i suoi prodotti incredibili: vasetti pieni di prodotti dell’orto lavorati sapientemente in cui spiccano le zucchine e i cicorini. Meraviglioso lo sciroppo di fiori di sambuco, da aggiungere all’acqua frizzante o da usare per preparare il cocktail Hugo.

Sambuco ristorante friulano milano

Pasticceria Dolcevita di Codroipo (Ud)

Il panettone proposto era molto saporito con un intenso profumo di lievitato e una bella alveolatura.

Panettone ristorante friulano milano

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Ristorante Friulano Milano: Hosteria Sauris & Borc da Bria

Il pranzo è cominciato con formaggi accompagnati a squisite confetture, panettone salato e salumi.

Ristorante friulano milano menu

Immancabili la polenta e il frico, una ricetta a base di patate, formaggio e cipolle che è diventata ormai un simbolo indiscusso della cucina friulana. Delizioso, senza un forte sapore di uovo e cotto alla perfezione.

Ristorante friulano milano frico

I blecs, ovvero i maltagliati friulani con farina di grano saraceno, serviti con pancetta molto abbrustolita e formaggio locale hanno una buona consistenza e sono davvero saporiti.

Ristorante friulano milano primi piatti

L’Europa delle Scienze e della Cultura come ritorno all’autenticità

Di progetti per la valorizzazione dei territori ce ne sono tanti, è vero. Tuttavia la matrice culturale e poliedrica di questo fa ben sperare in una multidisciplinarietà che purtroppo troppo spesso è perduta per privilegiare una separazione netta tra i vari mondi. Esiste infatti un mondo dell’arte, un mondo del vino, un mondo dell’architettura, un mondo della tecnologia, un mondo delle scienze. Eppure un sommelier può essere parte di ognuno di questi mondi, anzi dovrebbe cercare di appartenere a più mondi possibili. Quello che distingue il paesaggio dal territorio è l’intervento antropico dell’uomo. In un mondo in cui si cerca di vendere la natura incontaminata come valore assoluto, non è forse la mano dell’uomo ad aver avvicinato questo pianeta al divino?

Non è forse divina una tela di Van Gogh, una scultura di Bernini o un’architettura di Calatrava? E l’ingegno, il progresso, le invenzioni che fanno avanzare il mondo… non è forse questa l’espressione stessa della cultura? Per una volta non inseguiamo il mito del Paesaggio, opera della natura e del trascorrere dei secoli, ma valorizziamo il Territorio, emblema del lavoro umano.

Siamo uomini e dobbiamo esserne fieri: il vino stesso non è opera della natura, ma nostra.

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