Il timorasso è un vitigno a bacca bianca famoso per i suoi vini capaci di affinare a lungo in bottiglia e sviluppare affascinanti note di idrocarburi. Il vitigno timorasso è originario del Piemonte e in particolare dei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria. Per quanto riguarda la sua storia non ci sono molti documenti che ne attestano il suo passaggio nei secoli anche se si ritiene che in queste zone abbia origini molto antiche. Certo è che a causa della sua difficoltà di coltivazione, alla sua relativamente bassa produttività e al suo essere un vitigno bianco in una terra di grandi vini rossi è stato progressivamente abbandonato fino a rischiare di scomparire. Negli ultimi decenni del XX secolo, grazie all’impegno e alla passione di alcuni viticoltori visionari come Walter Massa, c’è stata una vera rinascita di questo vitigno grazie anche al recupero di vecchie vigne.

Timorasso: caratteristiche

della pianta

  • Aspetto: foglia media, cuneiforme, con tre o cinque lobi, seno peziolare aperto a U. La pagina superiore è glabra, di colore verde cupo e opaco. La pagina inferiore è lanugginosa e di colore verde bottiglia. Picciolo lungo, mediamente grosso e con peli fitti.
  • Maturazione: III decade di settembre. Grappolo grande, con due o tre ali, conico-piramidale, allungato, mediamente compatto. Acino abbastanza grosso di forma sferoide-ellissoide e regolare. Buccia spessa e consistente, pruinosa e di colore verde-giallo. Polpa appena carnosa e succosa con succo incolore di sapore neutro.
  • Produttività: scarsa, ma è regolare in provincia di Alba.
  • Vigoria: scarsa.
  • Resistenza alle avversità: resiste benissimo alle malattie crittogamiche e agli elementi meteorici.
Foglia vitigno timorasso

del vino prodotto

Il timorasso si adatta particolarmente bene ai terreni argillosi e calcarei delle colline piemontesi che contribuiscono a conferire al vino una marcata mineralità e una grande capacità di invecchiamento.

  • Esame visivo: giallo paglierino intenso e brillante che vira al dorato.
  • Esame olfattivo: da delicato a intenso, caratteristico, erbaceo e con note che vanno dalle erbe aromatiche ai fiori di campo.
  • Esame gusto-olfattivo: fresco, morbido, con una pseudocalorica un po’ alta (va controllato), grande struttura e ottima bevibilità. Una sua qualità è la facilità di abbinamento.

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Timorasso: zone di coltivazione

  • Italia: (zone idonee) Lombardia, Piemonte.
  • Mondo: nessuna.

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Timorasso: vini italiani DOCG e DOC dove è ammesso

  • DOCG: nessuno.
  • DOC: Colli Tortonesi.
Grappolo timorasso

Conclusione

La storia di questo vitigno è affascinante perché è una storia di rinascita e redenzione, marcata da un periodo di quasi oblio fino al suo recente riscatto e valorizzazione. Oggi è considerato uno dei più importanti vitigni a bacca bianca italiani grazie alla sua capacità di produrre vini di notevole intensità aromatica, struttura e capacità di invecchiamento. I sommelier che hanno la possibilità di degustare il vino bianco Timorasso Derthona e sentire le sue espressioni nelle varie annate possono riscontrare un’altra caratteristica che rende questo vitigno ancora più importante. Alcuni esperti definiscono il vitigno timorasso – come accade anche per l’albana in Romagna – un vino rosso travestito da bianco. In un’epoca dove il mutamento climatico sta cambiando le dinamiche del mercato ed è destinato a penalizzare soprattutto i vini bianchi fermi o spumanti che avendo bisogno di sviluppare una maggiore acidità sono più sensibili a queste annate particolarmente calde, un vitigno così potente è destinato a sopravvivere e prosperare man mano che le condizioni si faranno difficili. Certo, il timorasso ha una produzione scarsa soprattutto al di fuori della sua zona d’origine in quanto molto sensibile al concetto di terroir, tuttavia se penso ad esempio all’annata 2022, i vini friulani hanno sofferto tantissimo soprattutto sotto il profilo olfattivo, mentre i vini piemontesi elaborati da uve timorasso hanno retto perfettamente alle difficoltà climatiche.

Fonti:

© Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Catalogo Nazionale delle varietà di vite.

© Bassi C., Sommelier: il manuale illustrato, Cammeo DiVino, Reggio Emilia, 2022, p. 185

© Piemonteland (foto di copertina)

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