Quando si parla delle regioni vitivinicole più vocate d’Italia il Piemonte è uno dei primi territori che vengono in mente ai winelover e sommelier di ogni parte del mondo. In particolare le Langhe sono conosciute per donare un vino rosso piemontese dall’eleganza unica, capace di coccolare i sensi o valorizzare gli straordinari piatti della cucina piemontese. I vini Roero DOCG, Barbaresco DOCG e Barolo DOCG hanno in comune alcune caratteristiche, ma differiscono per la % di nebbiolo in essi contenuta, l’area di produzione e le regole di vinificazione che influenzano il loro profilo organolettico, la loro struttura e il loro potenziale di invecchiamento. La Masterclass organizzata dall’Associazione Go Wine all’Hotel Melia di Milano è stata particolarmente interessante proprio per poter assaporare e confrontare le differenze sensoriali di questi grandi vini.

Vino rosso piemontese: il Roero DOCG

  • Uva: è elaborato principalmente da uve nebbiolo, ma a differenza del Barbaresco DOCG e del Barolo DOCG, per il Roero DOCG è consentito l’uso di una piccola percentuale (massimo 5%) di altre uve rosse locali.
  • Territorio: la zona di produzione si trova nella parte nord-occidentale della provincia di Cuneo, in particolare sulla sponda sinistra del fiume Tanaro. La zona è caratterizzata da terreni sabbiosi che danno vini più aromatici, meno tannici e per questo pronti subito.
  • Vinificazione e affinamento: richiede un invecchiamento minimo di 20 mesi (di cui almeno 6 in botti di legno) e di 32 mesi per il Roero DOCG Riserva.

Degustazione #1: “Sudisfà” Roero DOCG Riserva 2020 – Negro Angelo & Figli +

Si presenta rosso rubino con riflessi granato, trasparente e consistente. Naso delicato ed intrigante con note di ciliegia sotto spirito, cioccolato bianco e pepe nero. In bocca entra coerente, caldo, abbastanza fresco, tannico, molto strutturato e con un finale lungo che fa salivare.

Vino rosso piemontese Roero riserva angelo negro

Degustazione #2: “Panera Alta” Roero DOCG Riserva 2020, Bric Castelvej ❤️❤️

Si presenta rosso granato concentrato con sfumature mogano ai bordi, trasparente e consistente. Naso intenso ed elegante con note di legno molto marcate, vaniglia, tabacco, viola, arancia rossa e un accento balsamico. In bocca entra coerente, molto equilibrato, freschissimo, strutturato e con un tannino levigato. Finale lungo.

Vino rosso piemontese Roero castelvej

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Vino rosso piemontese: il Barbaresco DOCG

  • Uva: è elaborato esclusivamente da uve nebbiolo.
  • Territorio: l’area di produzione si limita a piccole zone intorno ai comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e una parte di Alba. I terreni sono ricchi di calcare e marna e per questo ideali per conferire al vino una struttura importante e una lunga capacità di invecchiamento in bottiglia.
  • Vinificazione e affinamento: richiede un invecchiamento minimo di 26 mesi (di cui almeno 9 in legno) per la versione normale e di 50 mesi per il Barbaresco DOCG Riserva.

Degustazione #3: “Pajorè” Barbaresco DOCG 2020, Piazzo Comm. Armando

Si presenta rosso rubino concentrato, trasparente e consistente. Al naso é intenso con note fruttate di ciliegia fresca. In bocca entra coerente, fresco, sapido e strutturato, ma con un tannino un po’ verde. Finale lungo.

Vino rosso piemontese barbaresco

Degustazione #4: “Cascina Bordino” Barbaresco DOCG Riserva 2018, Tenuta Carretta ❤️

Si presenta rosso granato con riflessi aranciati, trasparente e consistente. Naso delicato ed elegante con note speziate, cioccolatose, yogurt alla fragola e un accento di erbe officinali. In bocca entra coerente, morbido, fresco, sapido, strutturato e lungo.

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Vino rosso piemontese: il Barolo DOCG

  • Uva: è elaborato esclusivamente da uve nebbiolo.
  • Territorio: la zona di produzione comprende 11 comuni nel cuore del Piemonte, con Barolo al centro. I suoli variano notevolmente, ma sono generalmente calcarei-argillosi, contribuendo alla creazione di vini estremamente longevi e complessi.
  • Vinificazione e affinamento: richiede un invecchiamento minimo di 38 mesi (di cui 18 in legno) dalla data del 1° novembre dell’anno di raccolta e 62 mesi per il Barolo DOCG Riserva.

Degustazione #5: Barolo DOCG Serradenari 2020, Dosio Vigneti ❤️

Si presenta rosso rubino scarico, trasparente e consistente. Al naso è delicato ed elegante con note di fragolina di bosco, yogurt al mirtillo e petali di rosa. In bocca entra coerente, fresco, sapido, strutturato, sapido, tannico e con un’ottima beva sorretta dalla spalla acida. Grande potenziale in bottiglia.

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Degustazione #6: Barolo DOCG Baudana 2020, G.D. Vajra

Si presenta rosso rubino concentrato, trasparente e consistente. Al naso è delicato ed elegante con note molto balsamiche e un accenno di radice di liquirizia. In bocca entra coerente, sapido, strutturato e abbastanza lungo. Ancora giovane, ma non con un lunghissimo potenziale di invecchiamento in bottiglia.

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Degustazione #7: Barolo DOCG Cannubi 2019, Marchesi di Barolo ❤️

Si presenta rosso rubino concentrato con riflessi granato ai bordi, consistente. Al naso é intenso ed elegantissimo con note di panna montata alla vaniglia, pepe di Sichuan, viola e rosa. In bocca entra morbido, fresco, sapido, strutturato e con un lungo finale di ciliegia sotto spirito.

Vino rosso piemontese cannubi

Degustazione #8: Barolo DOCG Riserva Castelletto, Fortemasso ❤️❤️❤️

Si presenta rosso granato trasparente, consistente. Naso delicato ed elegante con note di pepe nero, ginepro, cioccolato al latte, ciliegia sia fresca sia sotto spirito. In bocca entra fresco, sapido, strutturato e lunghissimo con un bel tannino e un bel finale che fa salivare.

Vino rosso piemontese barolo fortemasso

Vino rosso piemontese: il mito delle Langhe

Quando si parla di vino rosso piemontese la mente di qualsiasi winelover corre alle splendide colline delle Langhe capaci di regalare al nebbiolo il suo territorio di elezione. Se Barbaresco DOCG e Barolo DOCG godono di una fama indiscussa in tutto il mondo, il Roero DOCG è un po’ il figlio di un bacco minore, quello che non è mai stato capace di avere il riconoscimento che merita. Il Roero DOCG, infatti, offre un profilo sensoriale più fresco e morbido, ideale per un consumo relativamente precoce che può essere particolarmente efficace sia nella cantina di un ristorante, sia per il consumo domestico del sommelier che non vuole aspettare troppi anni per godersi i vini acquistati. Barbaresco DOCG e Barolo DOCG, invece, hanno una maggiore struttura, un tannino importante e un grande potenziale di invecchiamento che chiede tempo ai loro fruitori per potersi esprimere in tutte le sue potenzialità. Per questo è un errore dimenticarsi del Roero DOCG… un altro grande vino rosso piemontese da uve nebbiolo dotato di una bevibilità eccezionale.

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